15/11/14

Pumpkin pudding – Budino di zucca



Anche questa volta ho voluto provare qualcosa di nuovo e di diverso e ho scelto di fare un’altra cosa dolce con la zucca. La zucca è di per se dolce se è matura a sufficienza e se ha assorbito abbastanza calore del sole mentre cresceva nei campi. Solitamente in questo periodo trovo ancora delle ottime zucche!

Non avevo mai fatto il budino home-made prima d’ora, anche se amo la sua consistenza e la sua cremosità. Per me il budino deve essere rigorosamente al cioccolato (o forse dovrei dire: doveva esserlo!), non amo il sapore della crema o dei budini alla frutta. Sono troppo dolci per me!

E allora avevo deciso: si fa il budino! Il risultato è stato un vero successo. Cremoso, dolce ma non troppo e speziato, ma il profumo e l’aroma della spezie non hanno coperto la fragranza della zucca. Mentre il budino sobbolliva piano piano sul fuoco, l’odore della zucca sgorgava dai piccoli geyser che si formavano sulla sua superficie e si dissolveva nell’aria. Questo budino è una vera delizia dal sapore delicato e di colore bellissimo!

07/11/14

Quince jelly - Gelatina di mela cotogna - Želatina od dunja

This recipe is part of the contest Kuvarigrice, our host for October 2015 is Kristina

Nella lingua croata la mela cotogna si dice dunja, ma Dunja è anche un nome femminile, è un bel nome Dunja. Sono state scritte tante storie e canzoni sul frutto giallo e misterioso dal cuore duro. Il suo profumo ci rimanda indietro nei tempi quando la mela cotogna veniva usata per profumare le stanze da letto e i cassetti della biancheria e ci osservava dall’alto degli armadi. Tempo fa ho letto il libro di Paolo Rumiz “La cotogna di Istanbul”, la ballata narrata in versi che ci fa viaggiare nel tempo, tra una guerra e l’altra nelle terre tormentate dei Balcani del sud e racconta il sottile collegamento tra diversi popoli che si sono intrecciati nei luoghi del vecchio impero Austroungarico. E’ un libro che, con i suoi versi, esprime le emozioni del “saudade” Balcanico che l’autore ben conosce. Mi sembra che la mela cotogna rinchiude in se un poco di questa malinconia così tipica del popolo Slavo. Il frutto piano piano rilascia questa sensazione di tristezza intorno a se e la sua fragranza rimane nell’aria col passare del tempo.
Perché torniamo sempre in dietro nel tempo e più si va avanti più si fanno i salti nel passato? Anche in cucina! Ci ritornano in mente i vecchi odori, i sapori quasi dimenticati, i ricordi delle tradizioni e delle cose che non si fanno più sovente. Mi ricordo che quando ero bambina le confetture e le conserve si facevano sempre in casa. Le facevano le nonne, poi le mamme ed infine le figlie! I vasetti si riutilizzavano di anno in anno, ma i coperchi? Spesso veniva usata la carta cellofan stretta coll’elastico intorno al vasetto per fare il sottovuoto. Conservo il ricordo della dispensa nella casa della nonna materna piena di vasetti riposti in modo ordinato sulle scansie accostate al muro. Oggi è impensabile conservare qualsiasi cosa in questo modo, poco sterile, poco sicuro, ma all’epoca le conserve duravano lo stesso a lungo, erano buone e ci regalavano la frutta e la verdura durante i mesi invernali.
Prima che appassiscano le cotogne nel cesto della mia cucina, ho voluto provare a fare la gelatina. Il frutto e i semi della mela cotogna abbondano di pectina e il prodotto finito è totalmente al naturale, basta zuccherare il liquido a piacimento e farlo bollire lentamente fino a raggiungere la voluta densità della gelatina.

03/11/14

Vegan pumpkin cookies – Biscotti vegani alla zucca



Ci sono giornate che partono male anche se fuori c’è il sole e l’aria non è opprimente, ma c’è qualcosa che ci disturba, qualcosa di inspiegabile e di pesante. E non conosciamo il modo di far passare questo malessere interiore. Ci blocchiamo e nemmeno le cose che ci piacciono riescono a rasserenarci. E già, sarà perché siamo a novembre, il mese che comincia con la tristezza. L‘undicesimo mese che come prima cosa, nel suo giorno numero uno onora tutti i santi. Forse è il ricordo delle persone che non ci sono più che ci trascina nella malinconia, forse… e forse per rompere il filo di sconforto di queste ricorrenze, come simbolo di queste festività nei paesi anglosassoni è stata scelta proprio l’allegra zucca.

Mi piace vedere le grandi zucche arancioni intagliate e illuminate con quell’allure macabro, ma preferisco cucinarle! La vellutata di zucca è diventata a casa mia una di quelle cose che fanno felice il palato, ma perché non proporre qualcosa di nuovo?!

Ho trovato una ricetta interessante qui e ho voluto provarla adattando un po’ la combinazione degli ingredienti e utilizzando quello che avevo nella mia dispensa. Ero un po’ incredula perché non ho mai usato la zucca per fare i biscotti e non ho mai fatto i biscotti senza le uova anche se ultimamente ho sperimentato un impasto con la zucca senza uova che funziona alla grande.